Templi di Pompei

I Templi di Pompei costituiscono un sito religioso fondamentale all’interno del complesso archeologico della città, offrendo una visione della devozione romana. In questo articolo ti mostriamo le strutture che compongono il sito Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO e che rappresentano l’evoluzione architettonica e spirituale di una città congelata nel tempo.

Quali templi c'erano a Pompei?

Pompei ospitava più di 10 luoghi sacri, tra cui spiccano il Tempio di Apollo, il Capitolium, il Tempio di Iside e il Tempio di Venere. Queste strutture erano distribuite tra il Foro, il Foro Triangolare e varie aree residenziali, fungendo da fulcri per la vita politica e sociale:

Gli edifici abbracciano periodi storici che vanno dal periodo arcaico del VI secolo a.C., con iniziali influenze greche ed etrusche, all’epoca sannitica, al periodo repubblicano romano e infine al periodo imperiale romano del I secolo d.C.. L’architettura riflette le successive fasi di espansione e i cambiamenti nell’amministrazione della città dopo essere diventata una colonia romana.

L’insieme religioso è la prova di un culto simultaneo di divinità greche, romane ed egiziane in un unico centro urbano. Questa coesistenza di divinità, come Apollo, Giove e Iside, dimostra la diversità culturale di Pompei e l’integrazione di riti stranieri nel tessuto civico romano.

Tempio di Apollo

Il Tempio di Apollo, costruito originariamente nel VI secolo a.C. e rimaneggiato nel II secolo a.C., era il principale centro religioso di Pompei, dedicato ad Apollo come divinità legata alla divinazione, alla musica e alla protezione della città. I coloni di influenza greca lo eressero e gli abitanti successivi lo adattarono durante il periodo sannitico. Si distingue per il suo portico di 48 colonne ioniche e per ospitare copie romane delle statue di bronzo di Apollo e Diana.

Una curiosità: questo edificio costituisce uno degli edifici con la sequenza cronologica più lunga di Pompei, che riflette più di 600 anni di continuità religiosa e di trasformazione.

Tempio di Giove (Capitolium)

Costruito alla fine del II secolo a.C. e trasformato in Capitolium in seguito alla colonizzazione romana di Pompei nell’80 a.C., questo tempio fungeva da simbolo della sovranità di Roma e da sede del culto della Triade Capitolina. Le autorità della nuova colonia ne ordinarono la monumentalizzazione, dotandolo di una grande scalinata frontale e di una tripla cella che ospitava una statua colossale di Giove, di cui oggi rimane solo il busto.

Sotto il podio di questo tempio pompeiano si trovavano le favissae, camere sotterranee destinate a depositare e conservare gli oggetti sacri e le offerte rituali ritirate dal culto.

Tempio di Iside

Il Tempio di Iside risale al II secolo a.C., anche se la struttura conservata corrisponde a una ricostruzione successiva al terremoto del 62 d.C., dedicata al culto misterico della dea egizia. Numerius Popidius Celsinus, un giovane membro di una famiglia di liberti, finanziò i lavori. Sebbene fosse ancora un bambino, la sua partecipazione come benefattore fu un atto simbolico e legale promosso dal padre, che cercava di aumentare il prestigio sociale della famiglia nella colonia romana.

Alcuni degli affreschi e delle statue che si trovavano nel tempio sono stati trasferiti in musei, come il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove sono conservati in modo più sicuro.

Inoltre, una leggenda narra che Mozart visitò questo tempio nel 1770 durante il suo viaggio attraverso l’Italia e rimase talmente colpito dalla sua atmosfera e dalle decorazioni egizie da trarne ispirazione per la scenografia della sua opera Il flauto magico.

Tempio di Venere Pompeiana

Costruito dopo l’80 a.C., il Tempio di Venere Pompeiana era dedicato a Venere, protettrice della colonia e simbolo del successo militare romano. Lo eressero i coloni romani fedeli a Lucio Cornelio Silla, il dittatore romano che riorganizzò Pompei come colonia dopo la Guerra Sociale. Lo decorarono con lussuosi rivestimenti in marmo su una terrazza rivolta verso il mare, rendendolo un punto di riferimento visibile dalla città e dal porto.

Nonostante fosse uno dei templi più sontuosi di Pompei, fu ridotto alle fondamenta nel 79 d.C., poiché le riparazioni dopo il terremoto del 62 d.C. non furono mai completate. Oggi, solo i resti archeologici permettono di immaginare la sua antica magnificenza.

Tempio della Fortuna Augusta

Questo tempio fu costruito nel I secolo d.C., durante il regno dell’imperatore Augusto, con lo scopo di venerare la divinità Fortuna (dea del caso, della fortuna e della prosperità) e alla famiglia imperiale, rafforzando la propaganda e la fedeltà verso l’imperatore.

Il magistrato locale Marco Tullio, appartenente all’élite di Pompei, finanziò interamente l’opera, dotandola di nicchie interne contenenti statue della famiglia imperiale e una figura centrale della divinità che porta un timone e una cornucopia, simboli di destino e prosperità. Marco Tullio decise di erigere il tempio nella sua proprietà privata, utilizzando questo spazio sacro come strumento di prestigio personale e dimostrazione di fedeltà all’imperatore.

Oggi si sono conservati solo i resti archeologici del tempio, che permettono di identificarne la posizione. Le decorazioni interne e le statue originali sono andate perdute.

Tempio dorico

Il Tempio Dorico è una struttura del VI secolo a.C. dedicata al culto di Ercole, il mitico fondatore della regione, e di Minerva, la dea romana della saggezza e della strategia. I coloni greci arcaici lo costruirono seguendo i canoni della loro architettura originale, di cui si conservano massicci capitelli dorici e frammenti di decorazioni in terracotta.

Per gli abitanti di Pompei del I secolo a.C., questo tempio era già considerato un’antichità storica e lo conservarono come monumento alle loro radici greche piuttosto che modernizzarlo secondo gli standard romani dell’epoca.

Tempio di Asclepio (Giove Meilichios)

Questo piccolo santuario, risalente alla fine del III secolo a.C., fungeva da luogo di cura dedicato ad Asclepio, il dio greco della medicina e della guarigione. Tuttavia, dopo la romanizzazione, incorporò anche il culto di Giove Meilichios, una forma romana di Giove legata alla protezione e all’espiazione dei mali. L’edificio fu costruito dalle élite sannite e si distingueva per l’altare in tufo vulcanico e le statue in terracotta che rappresentavano le divinità legate alla salute.

È uno dei templi più piccoli di Pompei, situato in posizione strategica vicino al quartiere dei teatri, facilitando l’arrivo di coloro che si recavano al santuario in cerca di guarigione spirituale e fisica.

Tempio del Genio di Augusto

Il Tempio del Genio di Augusto fu eretto all‘inizio del I secolo d.C. per rendere culto alla forza vitale o “Genio” dell’imperatore regnante. Costruito in un’area molto visibile vicino al Foro, si distingue per l’altare di marmo ancora conservato, decorato con rilievi che rappresentano il sacrificio di un toro in onore dell’imperatore.

Originariamente dedicato al Genio Augusto, questo tempio fu in seguito associato al culto dell’imperatore Vespasiano, motivo per cui è conosciuto anche come Tempio di Vespasiano, riflettendo la sua evoluzione storica e il suo continuo utilizzo come spazio per la propaganda imperiale.

Il tempio serviva anche come punto di incontro per i liberti, che vedevano nel culto imperiale un modo per ottenere il riconoscimento sociale e dimostrare la loro fedeltà al potere romano.

Santuario dei Lari Pubblici

Costruito dopo il terremoto del 62 d.C. sul lato orientale del Foro, questo santuario era dedicato agli dei protettori della città. Il consiglio comunale di Pompei lo costruì come atto di espiazione per cercare la protezione divina dopo il disastro naturale.

La struttura era caratterizzata da un design aperto, con ampie nicchie per le statue e una pavimentazione in marmo colorato, anche se oggi solo i resti archeologici permettono di dedurre queste caratteristiche. Un fatto curioso è che il suo design aperto permetteva ai cittadini del Foro di osservare i riti e le immagini degli dei da qualsiasi punto al di fuori del recinto.

Altari compitali

Distribuiti in tutta la città fin dal I secolo a.C., questi altari servivano al culto dei Lares Compitales, le divinità che proteggevano gli incroci e i quartieri. Le comunità locali e gli schiavi di ogni quartiere li costruivano e li mantenevano. Presentavano semplici affreschi che mostravano sacerdoti che facevano offerte su un altare.

È importante chiarire che non si tratta di templi in senso strettamente architettonico, ma piuttosto di punti di culto popolare. Un fatto curioso è che questi altari erano l’epicentro delle feste di Compitalia, l’unico periodo dell’anno in cui gli schiavi godevano di un certo grado di libertà e di protagonismo nella vita pubblica.

Cronologia della costruzione dei Templi di Pompei

L’evoluzione dei templi di Pompei riflette la trasformazione politica, culturale e sociale della città nel corso dei secoli:

  • VI secolo a.C.: vengono eretti il Tempio di Apollo e il Tempio Dorico. In questa fase, l’influenza greca predomina nella progettazione e nell’ubicazione degli spazi sacri, lasciando un segno nell’architettura e nella decorazione.
  • II secolo a.C: Viene costruito il Tempio di Iside e la struttura originale del Tempio di Giove in stile sannita. Questo è un periodo di grande crescita economica e commerciale prima della piena integrazione nel mondo romano.
  • 150 a.C.: Si assiste alla ristrutturazione e all’espansione dell’area del Foro. Elementi architettonici sanniti con influenze ellenistiche vengono incorporati nei principali santuari, migliorando la monumentalità della città.
  • 120 a.C.: si verifica l’ampliamento del Tempio di Apollo, con l’aggiunta di elementi decorativi e la delimitazione del recinto attraverso il portico di colonne ioniche che si è parzialmente conservato.
  • Dopo l’80 a.C.: Pompei diventa una colonia romana dopo la conquista di Silla. Il Tempio di Giove si trasforma in un Capitolium dedicato alla Triade Capitolina e inizia la costruzione del Tempio di Venere Pompeiana come simbolo della nuova identità romana.
  • Periodo augusteo (inizio del I secolo d.C.): Vengono costruiti il Tempio della Fortuna Augusta e il Tempio del Genio di Augusto (in seguito associato anche a Vespasiano), consolidando il culto imperiale e il suo utilizzo come strumento di propaganda politica e sociale.
  • Dopo il terremoto (post 62 d.C.): Inizia una fase di ricostruzione e restauro dei templi danneggiati. Il Tempio di Iside viene completamente ricostruito, mentre altri templi rimangono su impalcature o incompiuti al momento dell’eruzione del 79 d.C., lasciando resti archeologici che ne rivelano l’ubicazione e la parziale decorazione.

Quali danni e riparazioni ha subito Pompei?

La città di Pompei ha subito una grave crisi strutturale prima della sua scomparsa. I danni causati dal terremoto del 62 d.C. provocarono un violento sconvolgimento in tutta la Campania, portando al crollo di numerosi edifici pubblici, templi e abitazioni. Questo evento sismico indebolì gravemente le infrastrutture della città, lasciando gran parte del tessuto urbano in uno stato di rovina e ponendo le basi per la catastrofe finale.

Diciassette anni dopo, quando si verificò l’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C., molti dei templi principali erano ancora in costruzione o semidistrutti. I lavori di riparazione non erano stati completati a causa della vastità della distruzione iniziale. Il Tempio di Giove, centro della vita religiosa dello stato, e il Tempio di Venere, patrona della città, sono chiari esempi di questi progetti incompleti; entrambi presentavano cicatrici strutturali o impalcature al momento del disastro vulcanico. Al contrario, il Tempio di Iside fu restaurato rapidamente grazie al mecenatismo privato, consentendogli di rimanere operativo mentre i santuari ufficiali portavano ancora i segni del disastro precedente.

Domande frequenti sui templi di Pompei

Il Tempio di Apollo e il Tempio Dorico sono i più antichi, entrambi risalenti al VI secolo a.C., durante il periodo di iniziale influenza greca nella regione.

Oltre ai templi, tra le cose da vedere a Pompei spiccano l’Anfiteatro, le Terme del Foro, la Villa dei Misteri e il Lupanare. Questi siti offrono una prospettiva completa della vita quotidiana romana.

Il culto di Apollo a Pompei fu influenzato dai riti greci associati all’Oracolo di Delfi (il più importante centro religioso dell’antica Grecia dedicato a questo dio). A Delfi, una sacerdotessa chiamata Pizia pronunciava profezie ispirate da Apollo, che i sacerdoti interpretavano per guidare le decisioni politiche, militari e personali. Allo stesso modo, a Pompei si praticava la profezia e la divinazione, consentendo ai cittadini di comunicare spiritualmente con il dio e di cercare la sua protezione e guida.

L’abbondanza di templi deriva dalla diversità culturale dei suoi abitanti e dalla necessità di legittimare il potere politico attraverso la religione pubblica e il culto imperiale.

Sì, è possibile visitare i templi principali in un solo giorno, anche se richiede una pianificazione rigorosa. I templi situati nel Foro (come il Capitolium, il Tempio di Venere Pompeiana e il Tempio del Genio di Augusto) possono essere visitati in tempi relativamente brevi. Al contrario, i santuari e gli altari minori sparsi per la città richiedono più tempo e spostamenti a causa della loro posizione al di fuori del nucleo centrale.

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